Di Benoit Descary · 12 ottobre 2026 · Guida
Festa di San Nicolò 2026: chi la festeggia davvero, dalla fiera di Trieste ai Krampus, e tre ricette per la notte del 5
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San Nicolò arriva nella notte tra sabato 5 e domenica 6 dicembre 2026, ma porta i regali solo in un pezzo di Nord: Trieste, Gorizia e il basso Friuli, il Tarvisiano, l’Alto Adige, le valli ladine, il Bellunese e il Trevigiano a sinistra del Piave. A Trieste la fiera apre già sabato 28 novembre in viale XX Settembre, con al massimo 85 bancarelle, come ha scritto Il Piccolo il 18 settembre 2026. Da Bergamo a Verona, invece, i bambini aspettano Santa Lucia il 13.
In breve
- Nel 2026 la vigilia cade di sabato e la festa di domenica: sfilata, calza e colazione lunga stanno per una volta nello stesso fine settimana.
- La fiera di Trieste resta aperta dal 28 novembre al 6 dicembre, dalle 9 alle 21, tra largo Bonifacio e via Rossetti, secondo Il Piccolo (18 settembre 2026).
- A Dobbiaco sfilano circa 600 Krampus lunedì 7 dicembre 2026 alle 18, nella corsa che l’associazione turistica presenta come la più antica dell’Alto Adige (Tourismusverein Toblach su suedtirol.com).
- Il confine lo traccia il Piave: a sinistra San Nicolò, a destra Gesù Bambino, con isole di Santa Lucia a Mantova e in parte del Friuli, come spiegava il sociologo Ulderico Bernardi a Linkiesta nel 2012.
- Noci, nocciole e arachidi intere restano fuori dalla calza fino ai 4 o 5 anni, secondo le linee di indirizzo del Ministero della Salute sulla prevenzione del soffocamento (edizione 2017).
Il Piave fa da confine: dove arriva San Nicolò e dove Santa Lucia
Chiedi a qualcuno cresciuto a Oderzo e a qualcuno cresciuto a Castelfranco chi portava i regali, e rischi di sentire due risposte diverse. Il sociologo Ulderico Bernardi, nel libro Cara Piave, metteva il confine proprio sul fiume: sulla sinistra Piave i doni arrivano il 6 dicembre con San Nicolò, sulla destra il 25 con Gesù Bambino. Venezia, che pure ha portato una parte delle ossa del santo a San Nicolò del Lido, sta dalla parte sbagliata e aspetta Natale. Lo stesso fiume, notava Bernardi, divide perfino il verbo prendere: «cior» da una parte, «tor» dall’altra (Linkiesta, 2012).
Il santo, sempre secondo Bernardi, è arrivato da due strade. Una via di terra, da Oderzo su fino a Belluno e poi oltre le Alpi, nel mondo tedesco; una di costa, che passa per Trieste e l’Istria e scende fino a Zara. Udine è terra di mezzo: molte famiglie friulane fanno Santa Lucia, che invece regna in Lombardia orientale, nel Veronese e in Emilia (Nostrofiglio, 2023). Se ti sei appena trasferito e non sai che pesci prendere, chiedi alla maestra dell’asilo: lei lo sa, perché il 7 dicembre o il 14 metà classe arriva con il gioco nuovo.
| Zona | Chi porta i doni | Il dettaglio da sapere |
|---|---|---|
| Trieste | San Nicolò, notte tra il 5 e il 6 | Fiera in viale XX Settembre dal 28 novembre al 6 dicembre 2026 (Il Piccolo); letterina nei giorni prima, carbone ai birichini (Discover Trieste) |
| Gorizia, basso Friuli, Istria | San Nicolò, il 6 al risveglio | Doni, mandarini e dolci (TuttoTrieste) |
| Tarvisio e Valcanale | San Nicolò con i Krampus, sera del 5 | In alcuni paesi visita casa per casa (Discover Alpi Giulie); al mattino un Krampus di pane dolce sul davanzale |
| Udine e parte del Friuli | Spesso Santa Lucia, il 13 | Famiglie divise: conviene chiedere in giro (Nostrofiglio) |
| Alto Adige | San Nicolò, con i Krampus la sera del 5 | A Merano è il patrono e il Duomo è dedicato a lui (suedtirol.info) |
| Val Badia (ladino) | San Micurá | A La Val arriva il 6 dicembre 2026 con gli angioletti (Dolomiti Superski) |
| Val di Fassa | San Nicolò con due angeli e i Krampus | Passa in tutti i paesi tra il 5 e il 6 (Canazei.com) |
| Cortina e Bellunese | San Nicolò, sera del 5 | A Cortina in piazza Angelo Dibona (Cortina Dolomiti) |
| Trevigiano a sinistra del Piave | San Nicolò, il 6 | La linea del fiume di Bernardi (Linkiesta) |
| Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi, Mantova, Verona, Piacenza, Parma, Reggio Emilia | Santa Lucia, notte tra il 12 e il 13 | Paglia o farina gialla e una carota per l’asinello (Nostrofiglio) |
| Venezia e destra Piave | Gesù Bambino o Babbo Natale, il 25 | I regali si aspettano a Natale |
Trieste: la fiera in viale XX Settembre e la letterina
A Trieste San Nicolò si scrive con una c sola, ed è la grafia del dialetto, non un refuso (TuttoTrieste). La festa qui ha un sapore che altrove non c’è, e la ragione sta in porto. La fiera nasce dal mercatino che la comunità greca, arrivata con il porto franco alla fine del Settecento, organizzava per il suo patrono; la chiesa greco-ortodossa di San Nicolò è ancora sulle rive, in riva III Novembre.
Quest’anno si parte in anticipo. Le bancarelle, al massimo 85, si montano lungo viale XX Settembre da largo Bonifacio fino a via Rossetti, con orario continuato dalle 9 alle 21 da sabato 28 novembre a domenica 6 dicembre, e in largo Bonifacio torna la casetta di San Nicolò con gli intrattenimenti per i bambini (Il Piccolo, 18 settembre 2026). Un parere di parte: se i tuoi muli sono piccoli, vacci un pomeriggio in settimana. Il sabato 5 lascialo ai ragazzi grandi e a chi compra all’ultimo.
Nei giorni prima i bambini scrivono la letterina con i giochi e la promessa di fare i bravi; la mattina del 6 trovano i doni, e i birichini anche un po’ di carbone (Discover Trieste). Nel 2024 perfino il vescovo, Enrico Trevisi, ha scritto ai bambini per San Nicolò, con una frase che qualunque genitore triestino firmerebbe: «San Nicolò arriva puntuale» (Diocesi di Trieste, 2024). Puntuale vuol dire che la calza è pronta prima che i bambini si sveglino, non alle sette meno cinque con i mandarini ancora nel sacchetto del supermercato.
Alto Adige e montagna: Krampus, angeli e San Micurá
In Alto Adige la sera del 5 si sente prima di vedersi: campanacci, catene trascinate sul selciato, pellicce che strusciano. Secondo la leggenda i Krampus sono diavoli sconfitti da San Nicolò e diventati suoi servitori; lui premia i bravi con piccoli regali, loro spaventano i monelli. A Bolzano girano tra le casette di piazza Walther e si calmano quando arriva il santo, a Merano si muovono tra quelle sul Passirio, e lì la festa pesa di più perché San Nicolò è il patrono della città (suedtirol.info).
Le date del 2026 già pubblicate dagli organizzatori sono poche e conviene segnarle. Sabato 5 dicembre alle 18 sfila la corsa di Campo Tures, nel centro del paese (Associazione turistica Campo Tures). Lunedì 7 dicembre alle 18 tocca a Dobbiaco: circa 600 figure, un regalo di San Nicolò per ogni bambino arrivato in centro e una zona senza Krampus per chi vuole guardare da lontano (suedtirol.com). A Bressanone i Krampus sono attesi il 5 e San Nicolò il 6, dentro il mercatino che apre il 26 novembre (SiViaggia, 12 settembre 2026). Per Merano e Bolzano, a metà ottobre, gli orari 2026 non erano ancora pubblicati.
Salendo in Val Badia il santo cambia nome. A La Val lo chiamano San Micurá, e domenica 6 dicembre 2026, dalle 17 alle 21, arriva al padiglione del paese con gli angioletti e i sacchi di dolci e frutta secca (Dolomiti Superski). In Val di Fassa passa in tutti i paesi tra il 5 e il 6 con due angeli e i Krampus, e prima del dono i bambini recitano una preghiera in ginocchio (Canazei.com); a Cortina lo aspettano la sera del 5 in piazza Angelo Dibona (Cortina Dolomiti). In Val Venosta qualcuno chiama ancora Klaubauf i diavoli del corteo, un nome che ormai resiste quasi solo in Osttirol (Università di Innsbruck).
Nel Tarvisiano, a due passi da Austria e Slovenia, il mattino del 6 i bambini trovano sul davanzale un Krampus di pane dolce con in mano una verga, più o meno lunga a seconda di come si sono comportati (The Wom Travel). È la prima ricetta qui sotto, e la verga regolabile è uno strumento educativo sottovalutato.
Un’opinione netta: sotto i quattro anni la sfilata non è uno spettacolo, è un brutto ricordo con le campane. L’ente turistico altoatesino lo dice con più garbo: niente prime file con i bambini piccoli, mai toccare i Krampus, il cane resta a casa (suedtirol.info). Con i piccoli scegli l’arrivo del santo in piazza, o la zona senza Krampus di Dobbiaco, e rimanda la corsa a quando ne avranno sei o sette.
Calza, scarpa o piatto: cosa trova il bambino la mattina del 6
Il contenitore cambia da casa a casa: la calza appesa, la scarpa lucidata la sera prima, il piatto sul tavolo di cucina. Il contenuto invece si somiglia ovunque: a Trieste mandarini e dolci (TuttoTrieste), in Val Badia dolci e frutta secca, e il carbone per chi se l’è guadagnato. Il nostro metodo per non farne un secondo Natale è semplice: un regalo piccolo, tutto il resto da mangiare.
Sulla frutta secca c’è una regola che non è nostra. Le linee di indirizzo del Ministero della Salute del 2017 indicano 4 o 5 anni come età fino alla quale evitare arachidi, noci e semi interi; se proprio li vuoi dare, tritati finemente o in farina (ATS Insubria, che riporta il testo ministeriale). Le quantità della tabella invece sono indicazioni nostre, pensate per una calza che si finisce in due giorni.
| Nella calza | Fino ai 4 o 5 anni | Dai 5 anni in su |
|---|---|---|
| Mandarini | 1, sbucciato e a spicchi a colazione | 2 |
| Frutta secca | Niente intera: una crema di nocciole sul pan dolce | 5 o 6 noci con il guscio, da rompere insieme |
| Krampus o San Nicolò di pan dolce | 1 piccolo, da 50 g | 1 da 100 g |
| Carbone di zucchero | Un pezzetto, da sbriciolare | 2 o 3 pezzi |
| Cioccolato | 1 figurina piccola | 1 figurina o una tavoletta |
| Regalo | 1 libro o un gioco piccolo | 1 gioco piccolo |
Ricetta 1: Krampus e San Nicolò di pan dolce
È il pane dolce del davanzale tarvisiano, cugino dei Krampus di pasta lievitata della tradizione austriaca. Con la dose qui sotto escono 8 figure da circa 100 g. Tempi e dosi sono indicazioni di cucina, non regole: 30 minuti di lavoro, 2 ore e 10 di lievitazione, 20 minuti di forno.
- 500 g di farina 0
- 250 ml di latte intero tiepido
- 1 uovo intero nell’impasto, più 1 tuorlo e 1 cucchiaio di latte per spennellare
- 60 g di burro morbido
- 50 g di zucchero
- 12 g di lievito di birra fresco (oppure 4 g di lievito secco)
- 7 g di sale
- Scorza grattugiata di mezzo limone non trattato
- Per decorare: uvetta o prugne secche per gli occhi, granella di zucchero
Sciogli il lievito nel latte con un cucchiaino dello zucchero. In una ciotola, o nell’impastatrice con il gancio, unisci farina, zucchero rimasto, scorza di limone, uovo e latte; quando la pasta si raccoglie aggiungi il sale e poi il burro a pezzetti, uno alla volta. Impasta una decina di minuti, finché la pasta si stacca liscia dalle pareti. Copri e lascia lievitare un’ora e mezza in un posto tiepido, fino al raddoppio.
Dividi in 8 pezzi da circa 105 g. Per il Krampus fai con ogni pezzo due cordoni lunghi 30 cm e attorcigliali solo al centro: le estremità libere in basso diventano le gambe, quelle in alto le corna, da arricciare un po’. Una striscia sottile di pasta in mano fa da verga: lunga o corta, decidi tu. Per San Nicolò forma una pagnottina allungata, segna la testa con il taglio di un coltello e taglia a punta la mitria con le forbici. Lascia lievitare ancora 40 minuti sulla teglia coperta.
Spennella con tuorlo e latte, metti gli occhi di uvetta, la granella sulla mitria e cuoci in forno statico già caldo a 180 °C per 18 o 20 minuti, finché sono dorati e suonano vuoti sotto. Il giorno stesso sono al meglio. Se li fai il sabato pomeriggio, la domenica mattina passali due minuti nel forno tiepido. Per una merenda all’asilo la dose raddoppia senza problemi.
Ricetta 2: il carbone di zucchero per i birichini
A Trieste il carbone arriva un mese prima della Befana, e quello fatto in casa ha un vantaggio: lo dosi tu. Con queste quantità ne esce una lastra da circa 600 g, una ventina di pezzi. Serve un termometro da cucina e un adulto ai fornelli, perché lo sciroppo supera i 140 °C. Come indicazione: 20 minuti di lavoro, almeno 2 ore di riposo.
- 500 g di zucchero semolato
- 100 ml di acqua
- 1 albume (circa 30 g)
- 130 g di zucchero a velo
- Colorante alimentare nero in gel, la punta di un cucchiaino
- Carta forno e uno stampo da plumcake
Prima la ghiaccia: sbatti appena l’albume insieme a zucchero a velo e colorante, fino a una crema densa e nera. Fodera lo stampo con la carta forno. In una pentola alta, perché il composto si gonfierà, metti zucchero e acqua e porta a 145 °C senza mescolare.
Spegni, versa subito nello sciroppo un cucchiaio colmo di ghiaccia e gira forte con un cucchiaio di legno: il composto monta, schiuma e sale in pochi secondi. Versalo di colpo nello stampo e non toccarlo più. Dopo due ore si rompe a pezzi irregolari, che è proprio l’aspetto giusto. Tienilo in un barattolo ben chiuso, lontano dall’umidità, altrimenti diventa appiccicoso.
Ricetta 3: succo di mela caldo alle spezie
Ai mercatini altoatesini i grandi hanno il vin brulé e i bambini il succo di mela caldo. A casa è la cosa più semplice della serata e tiene caldo chi aspetta il santo in piazza. Dose per 6 tazze, 15 minuti in tutto.
- 1 litro di succo di mela torbido, 100% mela
- 1 arancia non trattata, scorza a strisce e succo
- 1 stecca di cannella
- 3 chiodi di garofano
- 1 anice stellato
- 2 fettine di zenzero fresco, se piace
Metti tutto in un pentolino e scalda a fuoco basso per 10 minuti, senza far bollire. Spegni, copri e lascia in infusione altri 10 minuti, poi filtra. Assaggia prima di versarlo nelle tazze dei bambini: deve essere caldo, non bollente. Un thermos da un litro lo tiene a temperatura per tutta la sfilata, e se il succo è molto aspro un cucchiaio di miele lo arrotonda.
Per completare il vassoio con i biscotti speziati, il pan di zenzero e le altre ricette delle feste, c’è il nostro post sui biscotti di Natale, con il calendario degli impasti a partire dall’8 dicembre.
La settimana prima, giorno per giorno
Il calendario 2026 aiuta: sabato pomeriggio si cucina, sabato sera si esce, domenica si dorme un po’ di più. Un ordine che regge anche con un forno solo:
- Sabato 28 novembre: a Trieste apre la fiera; altrove è il giorno buono per controllare le date della sfilata più vicina.
- Mercoledì 2 dicembre, dopo cena: si scrive la letterina, che va consegnata entro venerdì.
- Venerdì 4: spesa unica, con farina, lievito fresco, burro, zucchero, succo di mela, mandarini e le figurine di cioccolato.
- Sabato 5 mattina il carbone di zucchero, che deve riposare; dopo pranzo l’impasto dei Krampus, in forno verso le 16.
- Sabato 5 sera: thermos di succo caldo, arrivo del santo, calze riempite quando i bambini dormono.
- Domenica 6: colazione con il Krampus del davanzale e i mandarini a spicchi.
Il PDF da attaccare al frigo
Il PDF di San Nicolò ha tre pagine A4. Nella prima le tre ricette in formato scheda, con ingredienti, passaggi, tempi e dosi. Nella seconda il calendario da riempire per la tua settimana, la lista della spesa da spuntare, una riga per ogni bambino con calza o scarpa e la lista di quello che si prepara la sera del 5. La terza è un promemoria: le date 2026 che abbiamo trovato, chi porta i doni città per città, le dosi della calza per età e come conservare pan dolce e carbone.
Come organizzarla con Olivi
Le tre ricette stanno bene nel piano di sabato 5 dicembre. Se le hai su un foglio, o se la nonna di Gorizia ti manda la sua versione del pan dolce, puoi digitalizzare la ricetta cartacea con una foto. Dal piano Olivi ricava la lista della spesa divisa per reparto, che puoi condividere con chi passa al supermercato venerdì, anche se non ha l’app.
Se i Krampus devono bastare per tutta la classe, passi da 8 a 24 porzioni e le dosi si ricalcolano da sole. Il pomeriggio del 5 la modalità cottura tiene i timer delle due lievitazioni mentre tu prepari lo sciroppo. Olive, la coach di cucina virtuale di Olivi, può costruire il resto del fine settimana intorno alla festa: le dici che domenica pranzate dai nonni e che uno dei bambini è allergico alla frutta a guscio, e lei tiene conto di tutto. Per le cene della settimana prima ci sono le nostre idee di cena per bambini.
Domande frequenti
Quando è San Nicolò nel 2026?
La festa di San Nicolò è domenica 6 dicembre 2026. I regali arrivano nella notte tra sabato 5 e domenica 6, mentre le sfilate dei Krampus in Alto Adige si concentrano intorno alla sera del 5. A Trieste la fiera di San Nicolò comincia prima, sabato 28 novembre, e chiude proprio il 6 dicembre, secondo Il Piccolo.
Dove si festeggia San Nicolò in Italia?
Come festa dei regali ai bambini, soprattutto nel Nord-Est: Trieste, Gorizia e il basso Friuli, il Tarvisiano, l’Alto Adige, le valli ladine come Val Badia e Val di Fassa, Cortina e il Bellunese, il Trevigiano a sinistra del Piave. A Bari, dove riposano le reliquie, il 6 dicembre è soprattutto la festa del patrono più che quella dei regali, come osservava il sociologo Ulderico Bernardi.
Perché a Trieste si festeggia San Nicolò?
Per il legame con il porto e con il mondo austriaco. La fiera di Trieste nasce dal mercatino che la comunità greca, arrivata in città con il porto franco alla fine del Settecento (TuttoTrieste), organizzava per il proprio patrono, e la chiesa greco-ortodossa sulle rive è ancora dedicata a San Nicolò. Le usanze dei doni ai bambini sono le stesse dell’Europa centrale.
Quando inizia la fiera di San Nicolò a Trieste nel 2026?
Sabato 28 novembre 2026, in anticipo rispetto al solito, e chiude domenica 6 dicembre. Le bancarelle, al massimo 85, stanno in viale XX Settembre tra largo Bonifacio e via Rossetti e sono aperte dalle 9 alle 21. In largo Bonifacio torna la casetta di San Nicolò per i bambini, come ha riportato Il Piccolo il 18 settembre 2026.
Cosa porta San Nicolò ai bambini?
Ai bambini buoni un piccolo regalo, mandarini, frutta secca e dolci; ai birichini un po’ di carbone, oggi quasi sempre di zucchero. Nel Tarvisiano c’è anche il Krampus di pane dolce lasciato sul davanzale, con una verga più o meno lunga. Per i bambini sotto i 4 o 5 anni niente frutta secca intera, come indica il Ministero della Salute per il rischio di soffocamento.
Chi sono i Krampus e cosa c’entrano con San Nicolò?
Sono figure del folklore alpino con maschere di legno intagliate, pellicce, corna, catene e campanacci. Secondo la leggenda raccontata in Alto Adige erano diavoli sconfitti da San Nicolò e diventati suoi servitori: la sera del 5 dicembre lo accompagnano per le strade, lui premia i bambini buoni e loro spaventano i monelli.
Dove vedere i Krampus in Alto Adige nel 2026?
Tra le date già pubblicate ci sono Campo Tures sabato 5 dicembre alle 18 e Dobbiaco lunedì 7 dicembre alle 18, con circa 600 Krampus e una zona senza Krampus per chi ha bambini piccoli. A Bressanone la sfilata è attesa il 5 dicembre. Per Merano e Bolzano conviene controllare il programma delle associazioni turistiche, che può cambiare.
San Nicolò o Santa Lucia: chi porta i regali e dove?
San Nicolò porta i regali il 6 dicembre nel Nord-Est, a sinistra del Piave e in Alto Adige. Santa Lucia arriva nella notte tra il 12 e il 13 dicembre a Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi, Mantova, Verona, Piacenza, Parma, Reggio Emilia e in parte del Friuli. Venezia e la destra Piave aspettano invece Gesù Bambino o Babbo Natale il 25.
San Nicolò e San Nicola di Bari sono lo stesso santo?
Sì. È il vescovo di Myra, in Asia Minore, le cui reliquie furono portate a Bari dai marinai baresi il 9 maggio 1087 (TuttoTrieste). San Nicolò è il nome con cui lo chiamano Venezia, Trieste e il Nord-Est, San Micurá quello ladino della Val Badia, Nikolaus quello tedesco dell’Alto Adige.
Cosa si mangia per San Nicolò?
Più che un pranzo c’è una colazione e una merenda: mandarini, noci, dolci, cioccolato. Nel Tarvisiano e nel mondo austriaco si fanno figure di pane dolce a forma di Krampus o di San Nicolò, il carbone di zucchero va ai birichini e ai mercatini altoatesini i bambini bevono succo di mela caldo mentre gli adulti scelgono il vin brulé.
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